giovedì 24 luglio 2014

Dimmi con che auto vai...

Augurandomi che qualora uno di voi si riconosca nel modello citato non si riconosca nei comportamenti, non sarò né il primo né l'ultimo ad intavolare questo discorso, ma mi sono accorto che particolari categorie di guidatori si comprano sempre i medesimi modelli di veicolo; financo dello stesso colore.

Mi chiedo come ciò sia possibile. Forse che l'esperto venditore quando ci guarda in faccia ha già capito tutto di noi e ci fa accomodare nel mezzo che più ci compete?

"Buongiorno, volevo un'utilitaria giapponese dai buoni consumi che ha modificato in peggio l'estetica negli anni ma rimane un ottimo prodotto!"
"No signore, una rapida analisi lombrosiana del suo volto mi dice che lei mi deve seguire nel reparto SUV!"
"Ma io non voglio un S..."
E parte in sottofondo "love of my life" dei Queen (chissà se capita anche a J-Ax?) mentre vede il SUV della stessa marca che termina con un 4 rigorosamente di colore GRIGIO.


Mi fanno degli stalli apposta per farmi sembrare piccolo


"Non so perché ma sono attratto da questo mezzo... quanto consuma?"
"Troppo!"
"E'un mezzo valido per la città?"
"Diciamo che si inserice bene nello skyline!"
"Consuma?"
"Solo chi non ce l'ha!"
"Me lo posso permettere?"
Ci guarda le scarpe e può rispondere:
a) "Forse" (e la giornata per lui terminerà con la vendita)
b) "No" (ma pronunciato come se dicesse "Pezzente!")


Nel malaugurato caso sia b) il cliente, che ora non vede che SUV grigi nel suo futuro, esce dalla nota marca giapponese sconsolato ma vede subito un'altra marca giapponese che si chiama quasi come una crema intima (e che verrà usata per lenire il fastidio dopo l'acquisto) e compra un Qsh... Cash....
Quozsch...
boh...
quello lì dai...
"Pensa a dove possiamo andare con questa!"
"Mi viene in mente solo un posto"

Solo che per un imperscrutabile motivo può essere anche bianco oltre che grigio stavolta.

Che sia a) o b) il risultato finale è quello che conta:
"C'ho il SUV ed ora posso usarlo per tutto quello che ho sempre sognato!"
"E a cosa ti serve?"
Chiedono gli amici
 Dopo il primo smarrimento dovuto alla consapevolezza di essere stati fregati segue un:
"E' alto, vedo la strada!"
Preoccupante come affermazione, vuol dire che fino ad allora non l'aveva mai vista?
"Vedo MEGLIO la strada!"
Che potrebbe starci come affermazione, non fosse che lo stile di guida non convalida la tesi: ogni svolta, accelerazione, manovra  costa al pilota di questi modelli porzioni di fegato, quintali di carburante e sembra sempre che sia completamente inconsapevole del mondo che lo circonda*.


"MA COME E'POSSIBILE?!?!? HO UN 2000 a tavoletta e mi muovo come un elefante!?!?!"

Passa una vecchietta in 500: "SCROSTATI, GIOVANE DI MERDA!"
Fujiiiiiiiikooooo ghghgh, guarda quello!


"Posso andare tranquillo in inverno quando nevica!"

A patto che uno comperi le apposite gomme da neve o le catene.
Poi uno scopre quanto costano per i SUV.
"Perché vede, signore, la ruota speciale sovramisura ha una difficoltà rispetto alle macchine più basse ma solo per lei oggi..."
Poi il commesso/gommista ci guarda le scarpe e può dire:
a) IL PREZZO
b) "Ascolti, d'inverno prenda l'autobus!"

Ma tanto è un SUV: basta non andare in montagna e il perfetto bilanciamento dei pesi mi permetterà di affrontare ogni pericolo invernale urbano senza fallo.
Quindi il nostro procede sulla neve col suo minibus a gomma liscia a una velocità irrisoria e faccia terrorizzata nella tormenta urbana, finché un clacson lo ridesta dal suo torpore: è la vecchietta in 500 che lo sorpassa con le gomme da neve:
"TI HO DETTO DI SCROSTARTI!!!"

  Che sia estate o che sia inverno, dopo i primi bolli, conti carburante il nostro guidatore comincia a sfogare la propria frustrazione  sui pedali come un forsennato, compiendo manovre al limite del suicidio, mentre col telefonino in mano** telefona e smessagia notificando a tutti il suo disappunto.


"Mi sa che vendo sta m*** e mi faccio il modello superiore di una nota marca tedesca! Aspetta, chiudo, che forse c'è un parcheggio!"


Cosa porti una persona a pensare che una vettura di 4,32 m entri in un pertugio di 3,57 m è qualcosa che anche uno psicologo dilettante può comprendere. Tuttavia gustarsi il tentativo di parcheggio risulta sempre affascinante: ricorda un accoppiamento tra balene.


Mentre impreca nella sesta manovra, coi sensori di parcheggio che sembrano la colonna sonora di PacMan riceve un SMS 'SCROSTATI, PIRLA, NON CI STAI' è la vecchina con la 500 dietro di lui che ha già puntato il parcheggio.

"Con la macchina grande mi sembra mi rispettino****"
Sì, e questa invettiva ne è la prova!

Solitamente poi si rinuncia al SUV e si passa sulle 2 ruote, ma questa è un'altra storia...

* La teoria dice che se uno è scarso alla guida, su un SUV diventa uno scarso visibile da lontano
** Se uno ha speso tutti i propri risparmi nella macchina e nel cellulare iperultra è improbabile che possa ancora comperarsi 15€ di auricolare, o qualora possa è probabile non sappia come usarli.
*** meraviglia
***** giuro, me l'hanno detta

venerdì 4 luglio 2014

La Genesi di Vito Catozzo e quando incontrai Faletti

Correva l'anno 1998 ed in uno sperduto lembo d'Italia Giorgio Faletti portava in giro uno spettacolo in cui raccontava la genesi di Vito Catozzo.
Siccome è ancora vivida nella mia memoria la scrivo qui, prima che venga perduta e spero possa far ridere altri come fece ridere me.

Rivolto al pubblico.

-Molti mi chiedono 'ma come ti vengono certe idee? Da dove tiri fuori questi personaggi?'
Mah! Certi sono frutto della fantasia, mentre altri (ride) si vengono a costituire.

Avete presente il tipico signore meridionale?
Con un po' di pancetta?
Quello che trascina il bambino di 5 anni a cui nonglienepuofregaredimeno di essere lì in quel momento?
Ecco, immaginate questo signore!-

Mima il gesto di tenere per mano il bambino e da qui in poi parla con la voce di Vito Catozzo

-NOOO, GUARDA CHI C'EEEE'!!! C'E' FALETT', QUELL' DELLA TELEVISIONE!!! 'O CONOSCI?!?!?!?-

-E il bambino...-

Mima il gesto di un bambino tenuto per mano che scuote convulsamente la testa come a dire no e con occhio vitreo.

-MA COME NOOO?!?!?! FALETT', QUELLO DI "e pensate forse che io e non vi veda?"-

Bambino che continua a dire no.

-MA COME NOOO?!?!?!??! QUELLO DEI GIUMBOTTI!! MA SI CHE 'O CONOSCI!!!


Maaamm' signor Faletti!
Ma lo sa che quest' c'ha 5 anni e quando la vede per tv già si mett'a ridere?
Mamma mia, c'è Falett'!!!-

Rivolto al bimbo.

-'O CONOSCI?!?!?-


Sempre no.


-Mamma mia, quante ore liete c'ha fatt' passar' ridendo in famiglia..  Mamm' mia!
Quello del "e pensate forse che io non e vi veda?"
O con quell' del Brasile.... mamm'mia! Quante risate!!! 'O CONOSCI?!?!?!?-

Sempre no.


-E poi scatta quella richiesta, con quella faccia tosta del sud contro la quale non puoi proprio fare niente. Disarmante.


Faccia seria di Catozzo.



"SENT'MAAA.... io tengo un figlio che ha quindic'anni che già tiene tutt':  'a mimica, 'a voce, 'umorism: un comico NA - TO!!! SENT'CHEEE... me lo lancia nel mondo dello spettacolo?-

Il pubblico ride, lui fa una pausa teatrale, si mette a ridere lui e torna nel personaggio Faletti



-Ma io ora mi chiedo, ma ste cose... succedono anche a... Cicciolina?

Il pubblico ride e prima che possa riprendersi a raffica, facendo nuovamente la voce di Catozzo.





-NOOOO, GUARD'CHI C'EEEEE'!!!! CICCIOLINA!!! LA CONOSCI?!?!?-

Il bambino annuisce con la lingua di fuori e sorrisino

-'MAAAAA, CHE PIACERE!!! Ma Ciccioli', lo sa che questo tiene 5 anni e già quando la vede si fa le pippett'?

Mamma mia!

Quante ore liete c'ha fatt passar' in famiglia, davanti alla TV!!!

Quella volta coi due negr', uno avanti uno dietro che sembrava un pollo sul girarrost'!!!

O quella volta che s'è infilata su pure l'ananas, mamma mia, quante risate!!!

Sent'maaa.... io tengo un figlio di quindic'anni che già tiene (gesto) 'na mazz tanta, che me lo lancia nel mondo del porno?-


Io sono scivolato dalla sedia.Gli altri, mi pare, ridevano più di me.

Credo di dovergli metà, se non di più, del mio senso dell'umorismo.
Alla fine dello spettacolo mi avvicinai a lui, chiedendogli autografi e riuscii a dirgli con la voce di Carlino di Passeriano Marmorito:

"Io ti seguo da quando otto anni e se sono così scemo è tutta colpa tua!"

Si mise a ridere lui stavolta. Sono soddifazioni.


sabato 21 giugno 2014

Italia mondiale 2014 - Toni giornalistici

Pre partita Italia - Inghilterra

I nostri fortissimi avversari hanno budget miliardari, noi invece siamo un carrozzone mal assortito che cerca umilmente di trovare una direzione che miracolosamente potrebbe portarci fuori dal nostro "girone d'acciaio".

Post Italia Inghilterra

La perfida Albione giace fiammeggiante annichilita dalla superiore classe e dal bel giuoco espresso dalla nostra rappresentativa nazionale. Come novelli Mercurio le nostre ali folano lungo il campo seminando il panico sui malcapitati difensori.
Ma di cotanta superiorità chi è l'artefice? Colui che condivide il nome di Gaio della gens Iulia, Cesare Prandelli.
Cesare, giunto in terra brasiliana, vista la disposizione degli avversari, che erano arrivati a Manaus il giorno prima per acclimatarsi alla Jungla, viste le capacità di Pirlo, il quale aveva appena vinto il campionato nazionale con la Juventus come regista, decise la formazione.
E' la titkItalia, che può soltanto VINCERE. E VINCEREMO!

Post Uruguay - Costa Rica

Ahahahah

Post Italia - Costa Rica

Quel branco di brocchi bolliti è stato messo sotto da dei brocchi sconosciuti senza arte né parte. Come camion della spazzatura nella notte estiva le nostre ali fastidiosamente si parcheggiavano dietro ad ogni avversario del Costarica.
Ma a chi dare le colpe? Ai giocatori? NO! A Cesare Prandelli!
Ma che ci metti a fare Pirlo e Cassano in campo che hanno 40 anni per gamba?!?!
Tanto valeva restare a casa.



lunedì 9 giugno 2014

TLT e TLTismi

Sta lentamente virando in farsa in questi giorni la parabola del "Movimento Trieste Libera", il rivoluzionario movimento che propugna la causa di una libera Trieste deitalianizzata e neoasburgica.
L'Austria, commossa, ringrazia e dice "prendetevela comoda, siete solo un secolo oltre il tempo utile".

Quando le cose vanno male in generale si cerca sempre un capro espiatorio e in Italia, si sa, sono sempre i politici.C'è da dire che la classe politica spesso rende questo compito agevole.

In questo la città di Trieste si dimostra molto più " 'taliana " che asburgica, dove il dogmatico rispetto per le istituzioni è indiscutibile. Ma la grandezza della città è anche rappresentata dalle derive che riesce a generare: in tutta Italia esplode, implode, degenera nel "movimento 5 stelle" a Trieste si fa di più: ci si inventa uno stato ex novo.

Che poi ex novo non è: la favola del "Territorio Libero di Trieste" mi viene raccontata da tempi immemorabili con quel fascino del "diventiamo indipendenti e saremo ricchi grazie al porto".
Frasi che suscitano orgoglio salvo poi pensare "ma io il portuale non lo voglio fare, ho una periartrite scapolomerale sinistra che mi impedisce di prendere il sacco al volo dalla nave che sbarca, diventerò imprenditore". Al massimo venderemo tutti panini ai veri portuali.

Ma il patriota del "Territorio Libero" non vuole sentire ragioni. Perchè pagare tasse a uno stato "invasore" che non fornisce servizi adeguati?

Domanda lecita, che si pone un qualsiasi italiano e fa parte dello scenario politico contemporaneo se scissa dal discorso indipendentista, ma è qualcosa di cui in questa appendicite* d'Italia, complici nostalgie austriacheggianti, proprio non ci si riesce a liberare.
La risposta a questa domanda arriva proprio dalle ultime vicende del MTL: quando gli scissionisti si scontrano con "gli altri" (per non far torto a nessuno dei punti di vista) e non si riesce a venire a capo dell'intricata matassa che cosa si fa?
Si fa paradossalmente intervenire la forza pubblica dello stato invasore, quella che ha pagato il cittadino italiano con le sue tasse. Ma perchè non sono intervenute le guardie pretorie del TLT?

Attualmente denigrare il TLT è talmente facile da togliere ogni gusto. Ma non è denigrando che si ottengono le discussioni più interessanti.

C'è da dire che il MTL è riuscito a catalizzare l'attenzione politica di un discreto numero di persone finalmente interessate nella gestione della cosa pubblica, facendo entrare nel gioco quelli che i politici professionisti chiamano dilettanti.

Ha fatto di più: ha fatto leva per la prima volta da anni sul carattere internazionale e multietnico che fu la fortuna di Trieste imperiale per creare una discreta massa critica
In uno scenario di Europa Unita e caduta dei confini che la tenevano imbrigliata Trieste ed il suo entroterra naturale ritornano uniti e si rendono conto che il futuro non sarà più muro contro muro.
C'è stato qualche politico locale lungimirante che ne aveva già parlato ma politiche suicide di piccoli uomini interne l'hanno messo da parte.

Ma la storia è più forte delle vicende dei piccoli uomini e "l'idea dietro" resta radicata nell'immaginario collettivo ed inespressa politicamente.

La sfortuna è stata che altri piccoli uomini, che si sono già dimostrati per quello che sono, abbiano deciso di impossessarsene.

Il MTL presto sbatterà contro la realtà delle regole internazionali e dell'inapplicabilità delle loro richieste all'ONU. Seguirà il diniego, la rabbia, l'accettazione ed infine la dismissione dei simboli che l'hanno caratterizzato, ma "l'idea dietro" resterà inespressa finché qualcun'altro la ricavalcherà.
C'è da sperare che sia stavolta siano grandi uomini a prendere il controllo dell'idea per fini comuni piuttosto che per fini personali.


* deliberatamente

martedì 28 gennaio 2014

Perché le previsioni del tempo non ci prendono come dovrebbero.

L'argomento è controverso ed è stato trattato da molti prima di me: ma le previsioni del tempo funzionano davvero?

Lungi da me lo scomodare modelli di previsione matematica più o meno fallibili difronte alle variazioni microclimatiche zonali o la riflettività Z dei radar metereologici: sono giunto alla conclusione che sia tutto fumo negli occhi.
Le previsioni meteo sono in mano al racket del narcotraffico internazionale da lungo tempo.

Pensate a "Colazione da Tiffany" e a come la giovane ed ingenua Audrey Hepburn riceve dei pizzini ante litteram da parte del boss carcerato sotto forma di "previsioni metereologiche".
Ordunque quando Giugliacci padre o Giugliacci figlio (il famigerato clan dei Giuliacci) ci avverte che è in arrivo un fronte freddo con neve dai Balcani, che cosa sta comunicando in realtà?
"Neve" è il nome in codice della cocaina. I Balcani sono la sua  provenienza.

Ci avete scoperto, ma non andrete lontano, causa la depressione delle Azzorre
Quei numeri non sono le quote a cui nevicherà ma sono le quantità richieste ai vari grossisti di zona (i grossisti si nascondono sempre in montagna perché si sa "col stoccaggio di montagna il gusto ci guadagna").
I cristalli i neve sono il codice per le zone di spaccio della  metamfetamina.

E'evidente!
E'tutto sotto i nostri occhi!
E' stato facile per loro introdurre il sistema a poco a poco.
"Un anticiclone africano" significa "è pronto l'hahish del Marocco"; "Forti venti di Libeccio toccheranno lo Ionio" in realtà  "dal porto di Taranto in arrivo panetti dal Pakistan (che transita via Libia)".
Era cominciato in sordina , con piccoli inserti nel telegiornale e nella sezione "curiosità" dei giornali (avete mai notato come poi non ci fossero mai due previsioni uguali fra il giornale locale e il telegiornale nazionale? Non erano "modelli diversi" ma esigenze operative diverse).

Il sistema è stato talmente efficacie che si è ingigantito, basti pensare a "The Weather Channel": i vari clan hanno cominciato ad infiltrare i loro uomini migliori per comunicare operazioni sempre più grosse e complicate.
Come sarebbe possibile infatti affermare candidamente "POSSIBILI NEVICATE A MILANO IN AGOSTO" senza destare clamorosi  sospetti?  Facile! Sulla cima del nuovo palazzo della Regione Lombardia è stato nascosto un cannone da neve per ogni evenienza: possono simulare ogni condimeteo in pochi minuti. Ora sappiamo il vero motivo dell'accanimento di Formigoni nella sua costruzione.


Ma nessuno prima di me ha mai avuto questa intuizione?
Certo che no!
I nostri servizi segreti se n'erano accorti da tempo e sono entrati prontamente in azione: sul secondo canale appare un metereologo del fantomatico "servizio metereologico dell'areonautica" che in realtà è una copertura per la sezione antidroga.

Al Tenente Colonnello che ci appare in tv quotidianamente il compito di mandare "messaggi sbagliati" ai clan per far cadere in trappola i narcocorrieri mentre le mostrine cambiano quotidianamente a segnalare agli agenti infiltrati gli ordini:
"Mostrina delle missioni di pace" significa "la tua copertura è compromessa"; "Mostrina del lungo comando" invece "situazione tranquilla".
Gli agenti infiltrati poi hanno il nome in codice di una città. Così se devono dare una notizia a qualcuno in particolare basta che dica una cosa come:
"Si è dormito male a Firenze causa i 30 gradi, percepiti 39!"
L'agente Firenze sa che ha dai 30 ai 39 minuti per darsi alla fuga.
Putroppo a volte gli agenti non ce la fanno a reagire per tempo e quindi i telegiornali in mano al cartello affermano "il gran caldo ha fatto delle vittime a Firenze stanotte".

il Ten. Col. Guidi espone la mostrina con le ali: Segnala ad Aosta 15 come verrà consegnata stanotte.


Ma per fortuna ci sono anche operazioni antidroga che finiscono bene:
"Stanotte l'alta pressione che staziona sulla penisola ha impedito ad una corrente di aria gelida di provenienza atlantica (il cartello di Medellin) di entrare nel nostro sistema arrestandone l'avanzata!"

Io intanto, che alle previsioni ancora ci credo candidamente, aspetto l'aria artica e conseguente arrivo di neve per oggi; ma mi son anche preso precauzionalmente il costume da bagno.

Dedicato affettuosamente alla categoria dei metereologi, fornitori di conversazione spicciola dai tempi di Torricelli.

sabato 25 gennaio 2014

Forestieri (foresti) a Trieste

Trad. "Non è Mary Poppins ma è un forestiero con l'ombrello (durante un giorno di bora)"

venerdì 10 gennaio 2014

Memorie di un tempo che è stato (Esperimento stilistico)

Esercizio stilistico: memorie di un tempo che è stato.

Anni fa esisteva un confine fra l'Italia e la Slovenia che non ho visto cadere in una notte come i berlinesi, ma che ho visto sgretolarsi pian piano: prima l'Unione Europea e l'abolizione del controllo sulle merci, poi la Slovenia nell'Euro ed infine in Schengen per la caduta definitiva.

Ma c'è stato un tempo in cui il confine, e le relative file, dominavano la vita dei transfrontalieri  per divertimento e per lavoro.

Una sera mi trovai a passare il confine con quattro amici e per un incredibile serie di sfortunate coincidenze la foto della carta d'identità di uno dei miei passeggeri fu completamente coperta dalla fototessera di una sua amica. Alla guardia confinaria slovena i conti non tornavano: 2 uomini e 2 donne; 4 carte d'identità; 1 uomo e 3 donne.
Con il fare meticoloso di un consumato burocrate comunista (ma la guardia era talmente giovane da aver solo sentito parlare dal papà della Yugolsavia) staccò la fototessera incriminata, s'era pure incollata, e scoprì quella che sembrava una truffa ai suoi danni.
"Di chi è cuuesta cartadidentità?" (che se uno non lo pensa con l'accento di Ivan Drago non rende nemmeno bene l'idea)
Io lo guardo spaesato; come a dire "BOH?"
"Chi è Pinco Pallino?" e mi giro verso Pinco:"Ma che hai combinato?"
Segue cazziata veemente del poliziotto. E se l'ho fatto immaginare come Ivan Drago un motivo c'è. Per di più gli mancavano quei due denti strategici che dicevano: "ho partecipato a risse!".
La frase percui la serata resterà famosa per me fu:
"Dove pensate di esere? Cuesto è confine, non Pizzeria!"

Restare seri a quel punto fu molto difficile.
Non aiutava il suo collega che da dietro le spalle mi guardava e si spanciava dal ridere. Faceva le faccione come a dire "Che sfiga, proprio con lui..."
Dopo un terzo grado sulle nostre intenzioni ci permise di passare e continuare la serata.
Ma la storia ha il senso dell'umorismo più di quanto uno pensa: oggi il confine è caduto, i gabbiotti e gli uffici della polizia slovena sono stati smantellati e al loro posto è sorto un ristorante / pizzeria.

Nessuno è profeta in patria, neanche sul confine.